Rush

Regia: Ron Howard
Anno: 2013

Nelle sale italiane a partire dal 19 Settembre, un film che ti fa scendere in pista e assaporare il brivido della Formula 1.

Film biografico che racconta la grande rivalità sportiva fra due miti della Formula 1: l’austriaco Niki Lauda e il britannico James Hunt. Due legende che hanno scritto la storia sportiva degli anni ’70 e che hanno appassionato il pubblico sin dal primo incontro in Formula 3. Nettamente opposti: l’uno strategico, freddo e determinato; l’altro impavido, donnaiolo e interessato alla fama.
Lauda si ingegna per avere un posto in squadra modificando il motore dell’italiana Ferrari; Hunt, fomentato dalla volontà di sconfiggere il suo avversario, riesce ad unirsi alla McLaren. Fra i due vi è una sfida continua che mette in mostra paure e debolezze di entrambi, ma che esalta le rispettive abilità in pista. Una data memorabile è quella del 1 agosto 1976 quando i due si scontrano nel Gran Premio di Germania, teatro di un gravissimo incidente ai danni di Lauda che rimarrà marchiato a vita dalle fiamme che stavano per costargli la vita. La svolta si avrà con il suo imminente ritorno in pista appena 42 giorni dopo, grazie anche, come afferma parlando con l’avversario Hunt, alle continue vittorie di quest’ultimo.
Il Gran Premio del Giappone vede i due piloti scontrarsi per l’ultima volta sotto un violento diluvio: Lauda si fermerà dopo due giri; mentre Hunt riuscirà ad ottenere il terzo posto che gli farà ottenere i punti necessari a vincere il titolo di Campione del mondo, sfiorato dall’avversario per solo un punto di differenza. L’epilogo mostra l’ultimo incontro dei due campioni che percorreranno strade diverse, ma sempre alla massima velocità.

L’architetto di tutto ciò è, a parte la storia, il regista di Robert Langdon rush(Tom Hanks) in Il codice da Vinci (2006) e Angeli e demoni (2009), che proseguirà nel 2014 con Inferno: Ron Howard. Richie Cunningham ne ha fatta di strada da quando divertiva gli spettatori al fianco di Fonzie (Henry Winkler) a metà anni ’70 con Happy Days. Ha lasciato la serie proprio per inseguire la carriera di regista e sembra che oggi, ormai quasi sessantenne, abbia creato numerose pellicole di successo di cui Rush è una dei migliori esempi.

Parte fondamentale del successo del film si deve al formidabile cast che vanta un mix di nazionalità: il tedesco Daniel Brühl nei panni di Lauda, l’australiano Chris Hemsworth che incarna alla perfezione Hunt, la statunitense Olivia Wilde e la tedesca Alexandra Maria Lara nei panni delle mogli dei due piloti. Inoltre, torna al fianco del regista l’attore e doppiatore italiano Pierfrancesco Favino che interpreta Clay Regazzoni. I due protagonisti dimostrano formidabili qualità che permettono allo spettatore di rivivere la storia (anche grazie alla ravvicinata somiglianza con i veri piloti). Brühl, conosciuto maggiormente in Germania, aveva varcato i confini grazie alla sua presenza come eroe di guerra tedesco in Bastardi senza gloria (2009) di Q. Tarantino e tornerà nelle sale con Wikileaks-Quinto potere di Bill Condon in uscita il 17 ottobre. Hemsworth è conosciuto invece grazie alla sua interpretazione del dio del tuono Thor  il cui seguito, Thor: The Dark World di Alan Taylor, è previsto per il 22 novembre; e per la sua presenza in The Avengers (2012) di Joss Whedon.

Rush ci racconta la rivalità Hunt-Lauda in 123 minuti. Non stanca, anzi, mantiene gli occhi dello spettatore fissi sullo schermo, anche nell’ultimo spettacolo. Howard è riuscito a creare un’opera dinamica che corre insieme ai suoi protagonisti e permette a chi la guarda di conoscere la storia e di comprenderne il significato. Caratteri opposti, diversi obiettivi; in comune solo macchine che corrono a più di 300 km/h e la stessa pista. Si combattono la vittoria gara dopo gara, lanciandosi frecciatine l’un l’altro tentando di mostrarsi più forti, ma consapevoli di avere di fronte l’unico pilota da temere. Una sceneggiatura coi fiocchi grazie a Peter Morgan, semplice ed efficace che ci guida anche all’interno della vita privata dei due avversari con semplici dialoghi e numerose immagini. Fotografia strepitosa e buonissima regia.
Forse, a un occhio appassionato di corse, la pellicola potrebbe apparire troppo incentrata nella vita privata dei due piloti e le scene di velocità riservate alla seconda parte del film; ma d’altronde se vi fossero state solo scene in pista si sarebbe trasformato in un documentario, e l’intento del regista era quello di raccontare la rivalità storica in tutti i suoi dettagli.

Da vedere? Assolutamente sì. È una pellicola coinvolgente che abbraccia spettatori di tutti i tipi e che provoca in ognuno di essi, anche solo per un attimo, il desiderio di poter provare il brivido di affrontare la morte e di metterla al tappeto a velocità inimmaginabili.